In questa abitazione, durante la seconda guerra mondiale, venne arrestato Vincenzo Piselli, giovane sandonatese ricordato per l’eroico impegno nell’aiutare gli ex prigionieri alleati e gli ebrei stranieri nascosti sulla montagna di San Donato. In quei mesi il paese fu retrovia tedesca del fronte di Cassino e ultimo paese abitato prima della Linea Gustav.
Vincenzo nacque il 22 giugno 1910 a San Donato Val di Comino. Affettuosamente chiamato “Pasquale” in onore del nonno paterno, Vincenzo era un uomo gentile e devoto. Lavorava come fabbro e lattoniere nella bottega artigianale di Via Duomo, assieme all’amico Nazzareno Cedrone. Oltre al lavoro in bottega, i due prestavano manodopera anche nel Duomo per la manutenzione quotidiana.
Nella primavera del 1944, mentre si combatteva sulla Linea Gustav e a Cassino, Vincenzo venne arrestato dalla polizia militare tedesca. Era a casa a cenare, quando fu prelevato insieme ad alcuni militari siciliani fuggiaschi. Condotto con loro nel comando tedesco, presso la Casa del Fascio, venne trasferito prima ad Alvito e poi deportato nel campo di concentramento di Dachau. La famiglia di Vincenzo sperò in un rilascio che purtroppo non avvenne mai.
Vincenzo fu arrestato per aver portato quotidianamente cibo ai militari inglesi e agli ebrei nascosti sulle montagne del paese. Tali azioni di solidarietà facevano parte di un piano più ampio organizzato dalla parrocchia di San Donato. Morì a Dachau il 7 marzo 1945, a 34 anni, a causa di “esaurimento fisico e sevizie”.
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