Storie dalla Guerra Civile

Luogo da raccontare

Il periodo compreso tra l’annuncio dell’armistizio di Cassibile (8 settembre 1943) e la resa di Caserta (2 maggio 1945) causò numerosi problemi, non solo in paese, ma anche ai sandonatesi che erano fuori per lavoro o si trovavano a combattere nei vari fronti dell’Asse.

Nel territorio della Repubblica Sociale Italiana, collaborazionisti con le truppe occupanti della Germania nazista e partigiani italiani, sostenuti dagli Alleati, diedero vita a scontri armati, rappresaglie sui civili e repressioni.

In questi mesi di guerra civile diversi soldati sandonatesi furono catturati dai tedeschi finendo nei lager nazisti; molti tra civili e militari parteciparono alla guerra di liberazione anche imbracciando le armi contro gli occupanti nazisti; altri combatterono nelle fila della Repubblica Sociale Italiana contro gli Alleati. Le storie drammatiche di Donato Perrella, Francesco Piselli e Corrado Tocci sono l’esempio della complessità di quel periodo storico.

Donato Perrella (1909-1945)

Donato nacque all’interno di questo palazzo il 16 novembre 1909. Poco più che ventenne si trasferì a Bologna, dove lavorava come sarto. Comunista convinto, fu uno dei tipografi dell’edizione clandestina emiliana dell’Unità. Con il nome di battaglia “Gilberto”, divenne attivo nel 1° Battaglione “Busi” della 1ª Brigata “Irma Bandiera Garibaldi” con funzione di commissario politico di battaglione.

Fu arrestato dalla Brigata nera comandata dal colonello Serrantini. Il 14 dicembre 1944 venne trattenuto nella caserma di via Borgolocchi. Il 3 gennaio 1945 fu messo in libertà provvisoria in attesa di processo. Il fatto di essere stato liberato preoccupò non poco i compagni. Il 13 gennaio venne invitato da altri partigiani dalle parti di Firenzuola (Fi) per passare la linea.

Da allora è stato dato disperso e, come ha spiegato più volte la figlia Olga, non si sa per mano di chi sia stato ucciso. Riconosciuto partigiano dall’1° dicembre 1943 alla Liberazione, è ricordato a Bologna, nel Sacrario di Piazza Nettuno come “Perelli D.”.

Francesco Piselli (1924-1944)

Il 10 maggio 1924 Francesco Piselli nacque a San Donato Val di Comino. Fu in forza al 43° Reggimento fanteria. Catturato ad Alba (Piemonte) il 10 settembre 1943, subì l’internamento nel campo di concentramento di Mantova. Il 28 ottobre venne trasferito in Germania, prima nello Stalag 3 C di Altdrewitz (Küstrin) e poi nello Stalag IX G (Bad Sulza).

Due giorni più tardi fu spostato nel campo di concentramento di Buchenwald, uno dei luoghi più spaventosi della Germania nazista, ricordato per gli esperimenti medici sui prigionieri, la presenza tra gli internati della principessa italiana Mafalda di Savoia e per i fatti legati a Ilse Koch, la “strega di Buchenwald”. Francesco, numero di prigionia 0688, morì a diciannove anni, l’11 marzo 1944.

Corrado Tocci (1920-1945)

Nello schieramento opposto combatté il venticinquenne Corrado Tocci, tenente della Guardia Nazionale Repubblicana. Partito volontario dopo l’8 settembre 1943, fu trasferito in Lombardia.

Il giovane rimase ferito gravemente, in provincia di Monza, durante i giorni della Liberazione: il 25 aprile 1945 quasi tutti i comuni della Brianza erano sotto il controllo delle formazioni partigiane; anche nella giornata del 26 si registrarono scontri e combattimenti tra partigiani, truppe tedesche e forze repubblicane.

L’ufficiale, colpito in circostanze non chiarite, morì a Meda (Mb) il 28 aprile 1945.

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