Casa di Giuseppe Coletti

Luogo da raccontare

Il 4 agosto 1940 giunsero a San Donato Val di Comino le sorelle Rosa e Sidonie Blody. Furono ospitate in questa casa, di proprietà di Giuseppe Coletti (Peppino M’rinda) e della madre Almerinda di Vito.

Giuseppe era emigrato in Brasile negli anni venti. Torna a San Donato con la moglie Luisa e i figli Olga e Osvaldo per sfuggire alla crisi economica e alla rivoluzione di Getúlio Vargas. Nel 1931 costruì la sala cinematografica “Regina Elena” nell’omonima strada. La chiama Cinema Regina Elena in omaggio alla regina da lui tanto amata. Il Giornale d’Italia la definì una “gran sala”.

Chi erano Rosa e Sidonie

Entrambe fecero parte del primo gruppo di internate ebree trasferite, nell’estate del 1940, dalla Toscana a San Donato. Rosa e Sidonie (Sidonia per i sandonatesi) erano figlie di Jabob e di Helena Franckenbusch ed erano nate a Vienna il 27 dicembre 1894 e il 14 marzo 1900.

In Italia sono attestate già dal 1935, svolgendo attività di venditrici di biancheria e impermeabili per conto della Sirea, società con sedi a Roma e Milano. Nel 1942 Sidonia sposò Sender Ehrenwort e si trasferì Piandimileto, nelle Marche. Rosa, invece, preferì restare a San Donato. Per non restare sola, nel mese di dicembre, chiese il trasferimento del nipote Samuel Brull ia San Donato.

La sorte delle due donne

Il 6 aprile 1944 Rosa fu arrestata a San Donato assieme agli altri ebrei internati e trasferita nel campo di concentramento di Fossoli. Il 16 maggio venne caricata con gli internati sandonatesi nei vagoni piombali del “Convoglio 10″ diretto ad Auschwitz.

Arrivata nel campo di sterminio, le fu assegnato il numero di matricola A-5387. La donna superò la selezione iniziale e, nonostante gli stenti, sopravvisse e fu presente alla liberazione del campo il 27 gennaio 1945. Di Sidonie e del marito, invece, non troviamo traccia negli elenchi dei deportati.

Ciò ci fa dedurre che siano riusciti a sopravvivere. Negli anni sessanta Rosa Blody, intervistata da Enzo Tortora, racconterà importanti dettagli sulla morte di Grete Bloch ad Auschwitz.

Perchè visitare questo posto:
  • Da scoprire con calma
  • Luogo ricco di storia
  • Parte del percorso "Novecento"
  • Racconta una storia vera
  • Tappa ideale di un itinerario

Caratteristiche

Adatto per
  • Accessibile a utenti su sedia a rotelle, Bambini, Coppie, Famiglie, Gruppi, Individuale
Stagione indicata
  • Tutte le stagioni
Durata / tempo di visita
  • 15–30 minuti
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  • Non prevede un biglietto
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  • Su richiesta
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Casa di Giuseppe Coletti
Via Napoli, San Donato Val di Comino, Frosinone, Lazio, 03046, Italia

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